Progetto educativo

Progetto educativo

Il Progetto educativo è uno strumento per mediare la proposta educativa del Convitto Vescovile San Giorgio. In esso vengono precisati le finalità, le figure di riferimento e il metodo.

Il progetto educativo è inoltre funzionale all’identità del Collegio, per ritrovare motivi ispiratori comuni al fine di convergere nei programmi e nelle iniziative. 

Destinatari del progetto sono studenti, educatori e collaboratori, ognuno per le sue responsabilità e competenze.

 

Studio e formazione culturale

Il Collegio è luogo privilegiato di studio e di formazione. Esso intende aiutare i giovani a concepire lo studio come attività di maturazione della persona. Si domanda pertanto la serietà e la responsabilità nella vita universitaria con la frequenza ai corsi, lo studio personale e il superamento degli esami.

La residenza universitaria favorisce incontri con docenti e professionisti per l’accostamento critico alla realtà, l’approfondimento di tematiche di rilievo nella società e la conoscenza dell’insegnamento della Chiesa, al fine di favorire una crescita libera e responsabile.

Tali obiettivi sono perseguiti con modalità che stimolano la partecipazione attiva, il dialogo e il coinvolgimento.

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Vita comunitaria

Il Collegio promuove un clima di fraternità nell’amicizia e nella solidarietà tra gli ospiti.

La vita comunitaria permette di crescere nella relazione interpersonale. La residenzialità aumenta la coesione tra studenti, offre l’opportunità di sperimentare nelle relazioni ordinarie la compresenza e l’integrazione di culture, lingue, abitudini diverse.

Agli studenti è domandata la partecipazione attiva e propositiva al cammino formativo, culturale e spirituale.

Formazione spirituale

La formazione spirituale ha come obiettivo la crescita nella fede nell’appartenenza alla Chiesa.

Ai giovani del Convitto si chiede di essere anzitutto pensanti, capaci di interrogarsi davanti ai grandi enigmi dell’esistenza, pronti a mettersi in discussione, interrogando e formando la propria coscienza nella costante tensione all’unità della persona, nelle sue diverse, reciproche e complementari dimensioni, nella prospettiva di una convinta, motivata e appassionata adesione di fede personale ed ecclesiale.

Il dialogo, il confronto, il linguaggio della ricerca e dell’interrogazione permettono il progressivo cammino nella formazione spirituale.

L’ispirazione cristiana del Collegio domanda di dare centralità alla Parola di Dio e all’Eucaristia come luogo privilegiato di incontro con Dio, valorizzando alcuni significativi momenti dell’anno: inizio dell’Anno Accademico, il ricordo dei defunti, il Natale, il mese della Pace, le Ceneri, la Quaresima, la Pasqua, la festa di S. Giorgio, la Pentecoste, il giorno del ringraziamento nella chiusura dell’A.A.

Si favorisce inoltre il dialogo e la collaborazione con gli altri Convitti e istituzioni di ispirazione cristiana.

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Le figure educative

Il Rettore

E’responsabile dell’attuazione e del rispetto del Progetto educativo, organizza e promuove attività formative, culturali e aggregative, in dialogo con gli studenti e cura la formazione spirituale dei singoli e della Comunità.

I tutor

Sono studenti laureandi o già laureati. Nell’ambito del progetto educativo favoriscono l’amicizia fraterna tra gli ospiti del Convitto, l’inserimento delle matricole nella Comunità, uno stile di vita in sintonia con il Progetto educativo, l’introduzione alla vita universitaria e alle problematiche e metodologie degli studi scelti.

Il metodo e l’autovalutazione

Il raggiungimento delle finalità espresse si concretizza attraverso:

  • il dialogo personale per far prendere coscienza che l’esperienza universitaria è una proposta di maturazione della propria personalità. In modo particolare si esplicita nei colloqui con il Rettore. Ad ogni studente è richiesto all’inizio di ogni anno accademico la presentazione del progetto formativo personalizzato, attraverso il quale si delineano gli obiettivi accademici, culturali, formativi e comunitari da realizzare, al fine di completare progressivamente nel corso degli anni la propria formazione.

  • La collaborazione responsabile, al fine di rendere i giovani responsabili di quanto avviene quotidianamente in Convitto, impegnandosi a mantenere un comportamento che contribuisce alla creazione di un clima di fraternita.

  • La verifica, che si attua in diversi momenti:

    • autovalutazione scritta sul raggiungimento degli obiettivi proposti nel progetto personale.

    • Un colloquio con il Rettore per approfondire nel dialogo quanto espresso nell’autovalutazione.

    • La conferma del posto, condizionata ai risultati accademici raggiunti, al raggiungimento degli obiettivi del progetto formativo personale, alla presenza attiva in Convitto.

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