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BONI CIVES VERITATE FIUNT ET CARITATE
(Il buon cittadino è colui che cresce nella verità e nella carità)

Boni cives (identità personale e comunitaria)
La figura e la funzione del cittadino, del civis, ha radici molto profonde. I suoi avi nascono nel Mediterraneo, la culla della civiltà, della cultura e del pensiero occidentale.
Già nell’antica Atene, così come nella successiva Roma, il civis, il cittadino, ha sempre svolto un ruolo importante. Un ruolo, quello del cittadino, che non può non prescindere dal contesto della realtà che vive quotidianamente, ma soprattutto della comunità di cui il civis è parte attiva.
Il civis inteso nell’antica Roma, non è il cittadino singolo, egoista, egocentrico, tutto proteso al suo interesse, al particolare, ma è un civis operoso, funzionante e attivo per la società, per la comunità di cui è parte integrante. La sua etimologia – dal latino civis, civis – sta ad indicare infatti non solo il cittadino, ma concittadino e testimonia che il singolo è sempre compreso all’interno di un contesto comunitario, relazionale; l’individuo non esiste ma è sempre uno tra i cittadini. Il cittadino è compreso all’interno di un contesto etico morale, infatti egli è il corpo morale della città. Il suo interesse è quello della comunità e quello della comunità è il suo.
In tale prospettiva si capisce l’espressione Boni Cives (buon cittadino). La bontà del cittadino sta in questo anelito alla dimensione relazionale della sua identità. Quanto maggiormente è inserito nel contesto comunitario di appartenenza, tendendo alla dimensione etico- spirituale del bene comune, tanto maggiormente risulta essere persona autorevole di qualità.

Veritate …
La qualità sostanziale del Boni cives è sostanziata, accresciuta e testimoniata dall’anelito alla verità e alla carità.
La crescita nella Verità è certo uno dei compiti dell’uomo. Tutto il cammino dell’umanità si può comprendere come progressiva conoscenza e approfondimento di quanto euristicamente appreso. Il conoscere è sempre inteso all’interno del processo di un essere generati alla vita. Quanti si adoperano alla crescita nella verità e nella trasmissione di essa contribuiscono alla statura etico – morale del Boni cives. Il cammino della conoscenza della Verità passa dalla conoscenza empirica alla conoscenza metafisica e da essa al mistero della Verità, che trova nel mistero di Dio la sorgente e il culmine a cui tendere. Dalle verità delle cose umane, si passa alla verità sull’uomo e dalle domande esistenziali e fondamentali circa l’uomo si arriva al mistero di Dio. La crescita dalle verità alla Verità è il cammino esaltante dell’uomo e della mente che progressivamente si dischiude al mistero di Dio.
Cristianamente la Verità non è un’idea o un sistema di idee, ma è l’operato di Dio. Gesù Cristo, Figlio di Dio, nell’incarnazione del Logos, non solo rappresenta, ma è realmente la Verità. Cristo non solo rivela Dio all’uomo, ma rivela l’uomo all’uomo. Gesù Cristo è la Verità; in Lui è data la possibilità di conoscere e incontrare Dio e l’uomo, tutto l’uomo e tutti gli uomini.
Gli studi universitari contribuiscono nella ricerca e nella conoscenza della verità e perciò anche nel cammino dell’uomo (studente universitario) verso la progressiva consapevolezza di sé, del mondo e di Dio.

… et Caritate
La verità ricercata, conosciuta e compresa non è finalizzata ad un mero semplicistico sistema di informazioni, ma per una personale composizione in vista di un servizio per il bene comune. Gli studi universitari sono funzionali ad un impegno nella società, nella polis; ciascuno ha la possibilità di prepararsi, attraverso un impegno rigoroso ed approfondito, e mettere a servizio della comunità umana le proprie facoltà, conoscenze e competenze. Così facendo la crescita armoniosa di sé contribuisce alla crescita sinfonica della comunità. Ciò disvela la struttura caritativa dell’identità personale in tensione verso il bene comune.

In Cristo la Verità e la Carità sono un’unica realtà. Cristo è la Verità e ciò è rivelato nell’ora del dono totale di Cristo, l’ora della morte in croce. In tale mistero è rivelata l’essenza stessa di Cristo: l’Amore.

Crescere nella Veritas e nella Caritas è un cammino progressivo di conoscenza e sperimentazione di profonda ed autentica umanità che permette alla persona di essere sempre più e meglio boni cives.

Boni cives, veritate fiunt et caritate
Il Buon cittadino deve adoperarsi ad essere funzionale per la comunità e tanto più è operoso, tanto più si avvicina alla verità, in quanto diventa consapevole della realtà che vive, che affronta.
Legarsi alla realtà, al contesto, gli permette di conoscere le esigenze della comunità, che cerca ovviamente di risolvere. La realtà, la verità che cerca ogni giorno, gli permette di sapere, di conoscere, e la bellezza e la gioia di ciò, sta nel fatto che, più si sa e più si trasmette questo sapere. Più si trasmette questo sapere e più si è buoni.
Buoni, quindi, non solo si nasce, ma si diventa. Buoni si è verso la comunità, verso il prossimo e, inevitabilmente, questa bontà si riflette su noi, di rimando dalla comunità stessa. Ma la bontà, l’essere buoni, è un gesto di carità, nel senso che si dona e si da’ senza nulla pretendere. La carità, che tra l’altro è alla base del messaggio evangelico, è la predisposizione o per meglio dire è la volontà ad aiutare il prossimo per il bene della comunità. Aiutare il prossimo significa aiutare le creature di Dio e noi in quanto tali saremo aiutate. Carità significa anche pregare per il prossimo, e pregare per il prossimo significa pregare per le creature di Dio, di cui noi siamo la sua massima espressione, in quanto uomini, in quanto civis di una comunità.

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